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Terre e rocce da scavo



Come noto, l'art. 186 del D. Lgs. 03/04/2006, n. 152, come modificato dall'art. 2, comma 23 del D. Lgs. 16/01/2008, n. 4, ha disciplinato l'utilizzo delle terre e rocce da scavo. Al comma 1 dell'articolo sopra citato è previsto che debba essere accertato che il materiale non provenga da siti contaminati, o sottoposti ad interventi di bonifica e che abbia caratteristiche compatibili con il sito di destinazione. La sussistenza dei requisiti deve essere dimostrata e verificata nell'ambito del procedimento per il Permesso di Costruire o secondo le modalità della Dichiarazione di Inizio Attività (DIA). Le verifiche sul materiale sono effettuate dall'autorità competente nell'ambito delle procedure edilizie sotto riportate. Le terre e rocce da scavo, qualora non utilizzate nel rispetto di quanto previsto dall'articolo citato, sono sottoposte alle disposizioni in materia di rifiuti.
La Regione Veneto, con Deliberazione di Giunta Regionale n. 2424 del 08/08/2008, pubblicata sul B.U.R. n. 79 del 23/09/2008, ha disciplinato le procedure operative per la gestione delle terre e rocce da scavo ai sensi dell'art. 186 del D. Lgs. 152/2006.

Le procedure operative fissate dalla Regione Veneto prevedono:
1. per gli interventi sottoposti a permesso di costruire:
a. Il richiedente, all'atto della richiesta di permesso a costruire, deve allegare al progetto relativo all'opera che determina lo scavo:

 - l'indagine ambientale del sito effettuata in conformità a quanto di seguito previsto;

 - una dichiarazione attestante:

 - che il sito non é contaminato o sottoposto ad interventi di bonifica ai sensi del titolo V della parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006;

 - i processi industriali e/o i siti di possibile destinazione del materiale;

b. prima dell'inizio dei lavori di scavo (...sin dalla fase di produzione...) l'appaltatore deve presentare all'Autorità competente all'approvazione del progetto:

 - una dichiarazione che individui i processi industriali e/o i siti idonei ove il materiale verrà effettivamente utilizzato ed il luogo dell'eventuale deposito in attesa di utilizzo (massimo un anno);
c. alla fine dei lavori il Direttore dei Lavori deve presentare alla medesima autorità:
 - una dichiarazione che attesti i processi industriali e/o i siti idonei nei quali il materiale è stato effettivamente utilizzato individuandone per ciascuno la tipologia e la quantità.
2. Interventi sottoposti a denuncia di inizio attività (D.I.A.):
a. Il denunciante, all'atto della presentazione della denuncia di inizio
attività, deve allegare al progetto relativo all'opera che determina lo scavo:
 - l'indagine ambientale del sito effettuata in conformità a quanto di seguito previsto;
 - una dichiarazione attestante:
 - che il sito non é contaminato o sottoposto ad interventi di bonifica ai sensi del titolo V della parte quarta del D.Lgs. n. 152/2006;
 - i processi industriali e/o i siti di possibile destinazione del materiale;
b. prima dell'inizio dei lavori di scavo (...sin dalla fase di produzione...) l'appaltatore deve presentare all'Autorità competente all'approvazione del progetto:
 - una dichiarazione che individui i processi industriali e/o i siti idonei ove il materiale verrà effettivamente utilizzato ed il luogo dell'eventuale deposito in attesa di utilizzo (massimo un anno);
c. alla fine dei lavori il Direttore dei Lavori deve presentare alla medesima autorità:
 - una dichiarazione che attesti i processi industriali e/o i siti idonei nei quali il materiale è stato effettivamente utilizzato individuandone per ciascuno la tipologia e la quantità.
La procedura prevista dalla D.G.R. 2424/2008 è entrata in vigore il 24/09/2008 e pertanto si applica ai procedimenti presentati presso questo ufficio dopo tale data.
Si evidenzia che sia nell'art. 186 del D. Lgs 152/2006, che nella DGR 2424/2008 non è indicata alcuna quantità minima di materiale, pertanto le disposizioni ivi contenute si applicano a qualsiasi tipologia di scavo, compreso quello per le fondazioni di recinzioni. Infatti sono esonerati dalle procedure previste solamente:
• i miglioramenti fondiari che:
a) determinano esportazione di materiali a scopo industriale ed edilizio o per opere stradali idrauliche, e sono quindi soggetti alla legge regionale 7 settembre 1982, n. 44 sulle attività di cava;
b) non determinano esportazione di materiale, e, quindi, si sostanziano solo in movimentazione di terreno, ai fini agronomici, nell'ambito dello stesso fondo;
• i materiali litoidi provenienti da escavazioni effettuate negli alvei e nelle zone golenali dei corsi d'acqua e nelle spiagge e nei fondali lacuali, per l'effettuazione delle quali il quinto comma dell'articolo 2 della legge regionale 7 settembre 1982, n. 44, prevede il rilascio delle autorizzazioni e/o concessioni da parte dell'autorità idraulica.
Le procedure sopra descritte si riferiscono ai principali interventi che interessano questo ufficio e non sono esaustive di tutta la materia trattata con la presente, ma dimostrano la complessità del tema.
Si consiglia pertanto di approfondire l'argomento consultando direttamente la deliberazione regionale 2424/2008 ed i rispettivi allegati che sono disponibili sul sito della Regione Veneto al seguente indirizzo: http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDgr.aspx? id=208685
Sul sito del Comune sono disponibili i modelli indicati nella DGR 2424/2008 relativi alle diverse fasi della procedura.
 

AllegatoDimensione
DGRV 2424 del 08/08/2008 - all. A) - Procedure Operative525.74 KB
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