Siete quiStoria / Storia dal X - XVI secolo

Storia dal X - XVI secolo


Il Periodo storico che va dal X al XVI secolo


Sotto la guida di Alboino (568), i longobardi conquistarono la maggior parte dell’Italia settentrionale. Questo popolo germanico per due secoli dominò il nostro territorio e per controllare le città e borgate aveva posto dei luogotenenti chiamati Duchi, Conti e Sculdassi. Ora sotto Agilulfo (590), Megliadino fece parte di un esteso territorio che comprendeva il Montagnanese e l’Estense. Ebbe, questo territorio, il nome di Sculdascia, in volgare Scodosia, costituita da: Gazzo, Vighizzolo, Ponso, Megliadino, Saletto, Montagnana, S.Salvaro, Urbana, Merlara, Casale e Altaura.

Sotto i re Franchi (855), la Scodosia fu sottoposta al Comitato Monseliciano, poi assoggettato ai Vescovi di Padova. Nella metà del 900 passò sotto il dominio dei Marchesi di Toscana e specialmente di Franca e Lanfranco. Dal finire del X a tutto il XII secolo, essendo il governo feudale degenerato in un vero sistema di oppressione e di schiavitù, la comunità reagì formando le leghe fra le città che, togliendo all’imperatore i diritti e le immunità, obbligò i feudatari, i vescovi e gli abati a conservare solo il titolo onorifico. In questo modo si costituirono i liberi comuni. Padova si impadronì, non solo dei beni feudatari, ma anche del distretto di Montagnana.

Nel 1077 Alberto Azzone II d’Este ottenne dall’Impero la riconferma del possesso delle terre di Saleti, Mejadini, Casalis, Montaneane, Altaurae, Urbanae et Merlarie.

Verso la metà del 1200 anche Megliadino (che comprendeva S. Vitale, S. Fidenzio, parte di Bresega e S. Margherita), si costituì come comune autonomo amministrativamente, pur dipendendo da Padova politicamente, militarmente ed ecclesiasticamente. Questo modo di vivere durò anche sotto Ezzelino che, occupando Padova nell’anno 1237, intendeva farsi signore di Montagnana e del suo territorio. Nel 1238 Ezzelino, non riuscendo ad occupare Montagnana, sfogò tutta la sua ira nelle campagne circostanti compreso il territorio di Megliadino.

La pace riacquistata però non durò molto poiché dal 1312 al 1324 Can Grande della Scala, signore di Verona, guerreggiò contro Padova; Megliadino patì una seconda distruzione per le scorrerie dei soldati veronesi. Lo stesso accade nel 1386 con le soldataglie di Anton della Scala.

Ritornata la calma, la Repubblica Padovana iniziò una serie di opere idrauliche a difesa del territorio continuamente soggetto ad allagamenti, così sul finire del 1400, per migliorare le condizioni agricole di queste terre, sorsero i primi Consorzi del territorio padovano (Vampadore e Gorzon) nell’ottobre del 1549.

Spentasi la signoria dei Carraresi di Padova, tutto il territorio di Montagnana entrò a far parte della Repubblica Veneta a cui aderì spontaneamente nell’agosto del 1405.

Di una cosa sola difettò il dominio veneziano nelle nostre terre: della garanzia di pubblica sicurezza.

Dal 1400 al 1550, numerose bande di ladri e di briganti avevano fatto di Megliadino il loro quartier generale tanto che Marc’Antonio Memmio, Podestà di Padova, in una sua relazione al Doge deplorava che “queste terre trovasi ancora in malissimo stato per la tirannide dei banditi”.

Successivamente (1412), essendosi dimostrato Megliadino il paese della canapa per eccellenza, allo scopo di provvedere alle necessità dell’Arsenale marittimo di Venezia, fu istituito un apposito magistrato (provveditore ai CANEVI) che rimase in carica fino al 1670, e la sua coltivazione andò sempre più estendendosi diventando il prodotto principale della zona.

Un fatto storico di grande importanza fu l’acquisto delle Valli; nel 1488 veniva stipulato con Pier Francesco Pisani del Banco il contratto formale d’acquisto per cui le Valli passarono di proprietà del Comune.

Non appena Megliadino entrò in possesso delle valli, gli uomini che l’amministravano pensarono di unirsi alla MAgnifica Comunità di Montagnana, convinti così di poter godere di diritti e privilegi ad essa concessi. Il 29 gennaio 1490 l’unione veniva accettata e convalidata con Ducale di Agostin Barbarigo e Megliadino non ebbe più il titolo di Comune bensì di Villa. In seguito fu divisa in due parrocchie: S. Fidenzio e S. Vitale. I risultati di questa unione furono contrari alle spettative poiché entrmbi i paesi di Megliadino videro diminuire il loro capitale ed aumentare le spese; dopo solo nove anni l’unione cessò. Su richiesta degli amministratori di Megliadino, con approvazione Ducale del 1587, si ritornò in unione con la Magnifica Comunità di Montagnana.

Logo WiFi free Veneto

Calcolo IUC 2014

Previsioni del tempo

 

 

 

 

Visitatori

  • Pagine visitate: 169489
  • Visitatori unici: 10219
  • Da: Dom, 11/12/2016 - 09:48